Archive for ottobre 30th, 2007

ott 30

… in alcuni casi anche di Sushi. L’ho mangiato alcune volte però devo ammettere di aver sempre sbagliato. Per esempio, la salsa Wazabi: la prima volta che mi hanno portato il piattino vi era questo ciuffetto di crema verde; incuriosito ne prendo una punta con le bacchettine e assaporo con avidità. Non l’avessi mai fatto! È piccantissima! E tra l’altro non si usa così.

Altro errore che ho commesso nel mangiare il Sushi è farlo con le bacchettine. In realtà quelle servono solamente a traslare il Sushi da piatto di portata al proprio, dopo di che si provvede a mangiare il sushi (rigorosamente intinto nella salsa di soia) prendendolo con le mani (e qui mi spiego il perché delle salviettine per pulire le mani).

 

Non ci credete? Allora seguire questo interessantissimo post “Impariamo a mangiare il Sushi” [Nanoda blog] ma soprattutto guardate questo interessantissimo e divertentissimo filmato (riportato anche alla fine del post riportato qui sopra) e… buon appetito!

 

 

ott 30

Vi sarà capitato qualche volta di avere a che fare con i file JAR, ovvero librerie Java che racchiudono codici sorgente per applicazioni su apparecchi mobili (quali cellulari, palmari ecc…) e non solo. Vi sarà capitato magari di avere ad esempio qualche gioco per cellulare ma che, per motivi vari, non potete eseguire.

Magari avete bisogno di provare al volo delle applicazioni direttamente da pc senza perdere tempo nel trasferirlo nel vostro apparecchio portatile.

La soluzione la trovate nel sito della Sun MicroSystem (la casa che ha “inventato” il linguaggio Java): il Java Wireless Toolkit. Ecco i passi da seguire.

  1. Ovviamente dovete possere una Java Virtual Machine (basta cercare una cartella “Java” nel vostro file system e vedere se contiene la cartella JRE o JDK). Se non ce l’avete la potete scaricare qui (dovete scegliere il pacchetto a seconda del vostro sistema operativo).
  2. Scaricare il Java Wireless Toolkit cliccando qui (anche qui dovete scegliere a seconda del S.O.)
  3. Avere ovviamente il file JAR con l’applicazione Java
  4. Scaricare JADgen, un programmino che consente di generare il file JAD (una sorta di file eseguibile Java)

Perfetto, avete tutto il necessario.

Adesso dovete aprire JADgen e inserire all’interno della finestra tutto il percorso dove è contenuto il file JAR desiderato.

Cliccando su “Generate JAD” dovreste avere il relativo file JAD nella directory del file JAR

Adesso potete aprire Java Wireless Toolkit

Andate sul menu “FILE” —> “CREATE PROJECT FROM JAD/JAR file” e scegliete il file JAD appena generato. A questo punto se è andato tutto bene dovrebbe apparire un messaggio di conferma e il vostro progetto fa parte della lista delle applicazioni (la prossima volta infatti dovete cliccare su OPEN PROJECT e scegliere il progetto senza rifare tutta questa procedura).

Cosa manca quindi adesso? Nulla, basta cliccare sull’icona RUN e dovrebbe partire un interfaccia grafica simile a un cellulare. Adesso ogni applicazione java per cellulare sarà in pugno.

ott 30

Da molti additata come iniziativa pubblicitaria, è innegabile che la mossa di Sony di includere un client ottimizzato per Folindg@Home abbia comunque contribuito a dare una ventata d’aria fresca ad uno dei progetti più importanti riguardanti il calcolo distribuito.

Che cos’è Folding@Home? Beh, per chi volesse può leggere su wikipedia un riassunto interessante. Brevemente Folding è un progetto di calcolo distribuito (ossia dove le simulazioni matematiche non sono eseguite da un singolo calcolatore ma da diversi elaboratori collegati ad Internet) che si occupa di calcolare gli avvolgimenti delle proteine; infatti ogni proteina ha funzioni diverse non solo in base alla composizione ma anche in base alla forma! Quali sono gli obiettivi del progetto? Trovare una cura per il morbo di Alzheimer, il Parkinson, il Cancro e altre gravi malattie.

Come funziona in pratica? Basta scaricare un client per la propria macchina ed eseguirlo. Il client, quando il PC è inattivo, scaricherà una unità lavorativa (ossia una proteina di cui simulare l’avvolgimento) e comincerà ad eseguire la simulazione. Al completamento della simulazione i dati vengono mandati ai server centrali dell’università di Stanford.

Quindi abbiamo la possibilità con una spesa tutto sommato minima, di dare un grandissimo contributo ad una ricerca tanto importante. Sony, a tal proposito, oltre ad aver reso disponibile uno dei migliori client in circolazione, ha fornito l’università di Stanford di una RACK di 600 PS3 per questo progetto. In pochi mesi, grazie anche alla generosità degli utenti Playstation, il progetto ha visto completati calcoli che prima richiedevano anni.

Se volete contribuire potete scaricare il client qui: Download Folding@Home.