mag 25

Una volta c’era l’editore, figura che il De Mauro definisce come “ imprenditore, società o ente che pubblica libri, giornali, musicassette, videocassette e sim., o che produce informazione attraverso testate giornalistiche televisive | agg., che svolge attività editoriale: società, libreria editrice“. Questo personaggio, o insieme di personaggi, è ciò che fa in modo di produrre, distribuire e promuovere il vostro libro. Intascandosi buona parte dei profitti, ovviamente.

Possibile che nel 2009 non ci sia ancora nessuna novità su questo fronte? Possibile che il nostro “romanzo” che teniamo nel cassetto non possa veder la luce a meno di passare per una di queste società che in genere sono molto abili a tarpare le ali? Ebbene, l’alternativa c’è: www.produzionidalbasso.com.

Produzioni dal basso: una piattaforma gratuita e indipendente con un funzionamento tanto trasparente quanto ingegnoso. Il tutto parte da una considerazione: l’autore deve essere imprenditore di sé stesso. Per cui, una volta pronto il nostro libro o mentre lo stiamo ultimando, ci iscriviamo e proponiamo un progetto.

Viene quindi creata una pagina del progetto che accoglie le prenotazioni del libro. Nella pagina vi è un contatore xx/500. Il numero dopo la barra è il quantitativo minimo di copie per il quale il progetto vedrà la luce. L’innovazione di questo metodo, infatti, sta proprio qui: si promuove il proprio libro in ogni dove e solo se si raggiunge un numero di copie minimo che copra i costi di stampa e distribuzione (e quindi profitto) il progetto vede vita. Nessun investimento iniziale, nessun critico che stronchi sul nascere la nostra opera, nessun editore che non sa se vale la pena puntare su di noi.

Faccio subito un esempio di quanto ho appena descritto: il famoso The Hand vignettista di qualità che ha conosciuto notorietà grazie a Beppe Grillo, pubblicherà la sua prossima opera (“Scarabocchio ergo sum 3“) con questo metodo. Io la mia copia l’ho prenotata… provate anche voi!

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4 risposte to “Produzionidalbasso.com: la nuova frontiera dell’editoria”

  1. letizia ha detto:

    …oppure c’è chi come me rischia e mette in campo le tante varianti e possibilità che solo nel movimento del fare esistono, tutta questa virtualità mi disturba, per tante ovvie ragioni, l’imprenditore-editore ha tutto l’interesse a vendere qualcosa di vendibile il fatto che oggi ci sia tanta mediocrità letteraria è lo specchio di una società altrettanto penosa. Chi non vuole essere pubblicato ? Chi al primo libro composto con un discreto successo , non inizia a scriverne subito un altro, scrivere libri è diventato un conveniente mestiere!!
    Mestiere, è quello dell’editore che deve saper produrre un progetto editoriale vincente, che tenga sù un ‘azienda fatte di tante persone …in questa nuova vincente forma dell’ autoproduzione, tutti sono talenti, tutti scrivono, nessuno viene consigliato o ha un contradditorio valido, mai! tutto è un gran macello!!
    Io ho scelto di rischiare, ho realizzato un opera editoriale che è una pazzia a raccontarla, un album di figurine sul folklore sardo dal titolo Folklorine, un opera bellissima che ha coinvolto vari professionisti tra fotografi, grafici, consulenti etc… ho scelto di rischiare e so che devo vendere 350 copie per poter dire di aver fatto uno stipendio per me e il mio socio e faccio una fatica paurosa, ricevo ogni giorno un sacco di complimenti ma pochi denari.
    ma ho rischiato!… ogni giorno faccio fatica a vendere il mio prezioso lavoro, ma so anche quante persone hanno avuto un lavoro grazie a questa volontà di rischiare, cosa di cui coloro che pretendono di fare delle autoproduzione letterarie non si preoccupano ….intanto guadagnano in silenzio quelli che dietro questi siti internet che prongono visibilità per tutti …stamperebbero qualsiasi stronzata che abbia raggiunto 500 prenotazioni! che dire sarò all’antica ma oggi mi sembra che tutti vogliano le cose facili ….grazie e ciao …intanto se qualcuno fosse interessato Folklorine :milloart@yahoo.it

  2. Piccione ha detto:

    Wow, che livore! Sinceramente non penso che siti come produzionidalbasso.it faranno mai sparire la figura dell’editore, come non penso proprio che il filtro dell’editore possa essere garanzia di qualità (mi vengono in mente i penosi libri di Moccia, o i centinaia di “libri” di comici dello Zelig o Colorado o la “Filosofia del cumenda” di quel tizio del grande fratello).
    Tuttavia questi rappresentano un buon mezzo per poter sondare l’interesse reale a priori, piuttosto che essere scartati perché un editore ci definisce “mediocri”.
    Considera che raggiungere 500 prenotazioni non è poco e quindi il filtro (reale) si pone subito all’inizio. Molte opere, invece, vengono stampate (con grande spreco di alberi) e finiscono nell’invenduto solo perché magari l’autore conosce qualcuno che sa come convincere l’editore…

    Se ci mandi qualche esempio delle Folklorine (elettronico) e qualche dettaglio sul tuo progetto (o se ne hai altri innovativi) siamo ben felici di dare spazio anche a te! A noi piacciono sempre i progetti innovativi e… “rischiosi”! :)

  3. local ha detto:

    Senza contare che molti argomenti “off” sono preventivamente censurati dagli editori perchè in contrasto con gli interessi dei finanziatori… Molte campagne sociali e ambientaliste non sarebbero neppure pensabili.
    Ad esempio, lo sforzo che stanno facendo in provincia di Como per limitare l’impatto ambientale di una struttura come l’autostrada Pedemontana:
    http://www.produzionidalbasso.com/pdb_281.html

    Su Current tv : Un bosco grande come 100 campi di calcio rischia di essere cancellato per uno sgarro…

  4. Piccione ha detto:

    Ho letto l’articolo e mi viene solo una parola da dire: agghiacciante. Per 300 metri preferiscono distruggere un bosco, bene comune notevole, piuttosto che rivedere il piano. Mi ricordo un articolo di Striscia in cui, per far passare una strada, con un progetto pazzesco e pericoloso, preferivano espropriare un casa abitata anziché abbaterne una disabitata e fare il percorso dritto.

    Ottimo spunto per un articolo, grazie!

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