Google Wave è finalmente partito e diversi utenti nel mondo stanno assaporando la preview del sistema che potrebbe stravolgere completamente il concetto di comunicazione e condivisione sul web. La preview è al momento a circuito chiuso ed è possbile accederci solo tramite inviti.
Fare un riassunto delle possibilità e delle funzioni che Wave espone è molto difficile quindi vi lascio con questo filmato.
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Avete notato la “piccola novità“? No? Mh… osservate meglio nella barra del vostro browser, di fianco al nostro indirizzo internet… ecco, si proprio lì: la nuova Favicon del sito! ![]()
Si, lo so, non è questa gran novità… però è carina e contraddistingue il sito ancor di più. Siete invidiosi perché nel vostro sito non avete una favicon? Nessun problema oggi vi parlo di un’utilissima applicazione Web direttamente dal sito HTML Kit: FavIcon from Pics!
Se cliccate sul link qui sopra, verrete portati ad una pagina dove vi verrà chiesto (in inglese purtroppo) di caricare l’immagine dalla quale ricavare la favicon per il vostro sito. Dopo qualche istante di upload vi appariarà una pagina con la preview della vostra favicon sia in versione statica che animata e potrete modificarla a vostro piacimento selezionando le opzioni di generazione.
Una modifica divertente che potete fare alla favicon animata è aggiungere una scritta che verrà visualizzata come scorrimento orizzontale. Per inserire, poi, la favicon direttamente nel vostro sito vi basterà: caricare la favicon dove volete voi e aggiungere il codice HTML generato all’interno del tag “head“. Più facile di così… ![]()
Ah, dimenticavo, potete anche decidere di “pubblicare” le vostre Favicon direttamente nel sito per condividerle con gli altri!
PhotoFunia è un sito che permette di aggiungere tantissimi effetti alle foto semplicemente caricando online l’immagine. Si può scegliere tra tante diverse opzioni selezionando l’anteprima dalla pagina principale. Con una sola mossa potrete vedere la vostra immagine trasformata in cartellone pubblicitazio, esposta in un museo, come disegno su una t-shirt e moltissimo altro ancora. Alcuni effetti utilizzano la tecnologia “Face Detection” che permette di individuare in automatico la forma del viso all’interno della foto per inserirla nel fotomontaggio.
Ho fatto diverse prove ed ho ottenuto dei risultati decisamente realistici (in questo articolo ho messo una mia foto come copertina di Vogue)!
Ricordate che non si possono caricare file più pesanti di 2mb e che i formati supportati sono .jpg, .gif e .png
Buon divertimento con PhotoFunia!
Nel precedente articolo abbiamo visto come installare OpenERP all’interno di un sistema operativo Ubuntu 8.04. Adesso ripartiremo esattamente da dove ci eravamo fermati e siamo pronti per creare il nostro primo database.
Nella schermata di avvio perciò, cliccate sul bottone “Databases” e sarete in una nuova pagina dove dovrete riempire i seguenti campi
- Super Admin Password: dovrete inserire la password del super admin di OpenERP definita nella configurazione (di default è admin quindi inserite pure ‘admin’ come valore);
- New Database Name: il nome del database che state creando, indicate pure un nome di vostro gradimento;
- Load Demostration Date: permette il caricamento o meno di dati dimostrativi di base. Selezionarlo o meno è a vostra discrezione;
- Default Language: la lingua del database. Scegliente l’Italiano;
- Administrator Password: quando generate un database, OpenERP creerà automaticamente un utente admin che è colui addetto alla configurazione del sistema e responsabile di tutte le operazioni di amministrazione. In questo campo gli assegnerete la password;
- Confirm Password: la conferma della password precedentemente inserita.
Premete “Ok” e attendete qualche attimo. Dovreste ritrovarvi in una finestra del genere.
Si tratta di selezionare quello che è un “profilo” aziendale che permetterà automaticamente di definire OpenERP il più simile possibile alle vostre esigenze. E’ possibile scegliere tra il profilo di una industria manifatturiera ma anche un profilo legato ai rapporti con la clientela (CRM) e altro ancora.
Io personalmente consiglio il “Minimal Profile” in quanto è l’opzione che caricherà i moduli strettamente necessari (in un altro articolo vedremo come importare moduli) e avere così le configurazioni al minimo.
Cliccate su “Avanti” e sarete in un altra pagina.
In questa pagina inserite i dati relativi alla vostra azienda. Cliccando tralaltro su “Informazioni Report” avrete già modo di inserire quelle che saranno le intestazioni che appariranno automaticamente nei report che OpenERP genererà. Tra le opzioni potrete inserire anche un logo della vostra azienda (anch’esso sarà inserito nei report).
Cliccate su “Avanti” quando avrete finito. Il processo terminerà con una pagina di riepilogo dove potrete in qualunque momento tornare indietro per effettuare modifiche ai dati inseriti. Cliccate su “Installa” quindi per installare il database.
Ora avete il database installato e apparirà un wizard dove potrete inserire alcune opzioni di base (come la tipologia di interfaccia o l’inserimento di utenti). Per adesso saltiamo questo passo e cliccate su “Usa direttamente”.
Se tutto è andato bene sarete giunti, finalmente, alla prima schermata in assoluto di OpenERP. Le opzioni disponibili per ora solo molto poche (abbiamo scelto un Minimal Profile d’altronde) ma nel prossimo articolo cercheremo di rendere il vostro sistema molto più ricco e appetibile.
OpenERP è un potente applicativo in grado di gestire l’attività di aziende di vario tipo (dalla manifatturiera all’eCommerce fino all’IT) rilasciato dall’azienda francese Tiny ERP in collaborazione con Axelor. Rappresenta un sistema detto “a moduli” in cui, importando i moduli, è possibile utilizzare nel gestionale tra le operazioni più disparate (per esempio un modulo che gestisce i contatti e la contabilità con i clienti e i fornitori, un modulo che tiene traccia degli orari di lavoro dei dipendenti ecc.).
Cosa interessante è che OpenERP è completamente gratuito e a disposizione della community: il suo codice sorgente è aperto, è rilasciato sotto licenza GPL (che non è il combustibile
ma una licenza che ti permette di poter modificare il codice del prodotto e di venderlo senza problemi di copyright) e il software è estendibile in tutte le sue forme (i moduli si possono considerare allo stesso modo dei plugin di Firefox).
C’è solo un inconveniente: la documentazione è molto scarsa e poco chiara e anche solamente per una semplice installazione ci sono molte guide che non sono molto curate. Scrivo perciò questo articolo per coloro si trovassero in difficoltà e si fossero persi tra forum e siti non del tutto esaurienti.
In questo primo articolo vedremo come installare questo gestionale all’interno di un sistema Ubuntu 8.04. La versione di OpenERP presa in considerazione è quella attualmente disponibile (la 5.0.3). Aprite perciò un terminale a riga di comando e digitate questa riga per scaricare il pacchetto compresso.
wget http://openerp.com/download/stable/source/openerp-server-5.0.3.tar.gz
Terminato il download, sempre nello stesso terminale scompattate il file tar e spostatevi nella cartella appena creata
tar xfz openerp-server-5.0.3.tar.gz
cd openerp-server-5.0.3
Prima di far partire il processo di installazione, abbiamo bisogno di alcuni pacchetti che potrebbero essere richiesti da OpenERP (soprattutto il database PostgreSQL che è il DB dove OpenERP si appoggia per caricare i dati o l’interprete Python che è fondamentale per eseguire i moduli di OpenERP). Avviate questo comando e aspettate che tutti i programmi siano installati (alcuni di questi potrebbero non servire ma voi scaricateli lo stesso). In guide future analizzeremo alcuni di questi programmi e che integreremo con OpenERP.
sudo aptitude install python-psycopg2 python-libxml2 python-libxslt1 python-xml \
python-reportlab python-pychart python-pydot poppler-utils \
python-lxml python-tz python-vobject python-profiler antiword \
fetchmail postgresql
Se siete rimasti all’interno della cartella del server di OpenERP, eseguite la riga seguente per installare OpenERP:
sudo python setup.py install
Terminata l’installazione, adesso abbiamo bisogno di un client che farà da interfaccia grafica. Per semplicità ci affideremo all’interfaccia web che è molto flessibile e versalite (nonchè eseguibile su qualsiasi browser). Ci affideremo sempre al terminale di comando e in particolare ai comandi easy_install e TurboGears che scaricheranno per noi la versione più aggiornata del client web. Non perdiamo tempo ed eseguite queste 3 righe.
sudo apt-get install python-setuptools
sudo easy_install TurboGears==1.0.8
sudo easy_install -U openerp-web
Dato che tutti i dati di OpenERP saranno gestiti dal database PostgreSQL, dobbiamo fare in modo che il database abbia i permessi necessari per poter richiamare il gestionale. Rendiamo perciò l’intera cartella del server come proprietaria dell’utente postgres (l’utente amministratore di PostgreSql).
sudo chown -R postgres /usr/lib/python2.5/site-packages/openerp-server
Abbiamo praticamente finito, adesso (in 2 diverse terminali a linea di comando) dobbiamo eseguire il server e avviare il client web. Questi comandi dovranno essere richiamati ogni volta a meno che non abbiamo installato il tutto all’interno di una macchina server:
sudo su postgres -c “openerp-server”
openerp-web
Se vedrete dei log senza alcun errore, tutto dovrebbe essere ok. Lasciate perciò le finestre in secondo piano e aprite un browser e digitate “http://localhost:8080″.
Naturalmente “localhost” ci va nel caso in cui abbiate eseguito tutta la procedura in locale mentre invece se avete eseguito tutto su una macchina remota, mettete al posto di “localhost” l’indirizzo ip della macchina o l’host remoto. “8080″ in quanto la porta di ascolto di OpenERP di default è la 8080 (attenzione quindi se avete un altro servizio in ascolto su quella porta).
Se tutto sarà andato bene dovreste vedere questa schermata.
Nel prossimo articolo vedremo come creare un database dal gestionale, un primo utilizzo e alcune configurazioni particolarmente interessanti che renderanno più semplice l’utilizzo di questo utilissimo strumento.
Essendo noi un popolo di poeti, navigatori, scienziati… ma soprattutto Poeti, non potevamo farci mancare qualcosa di tanto indispensabile come un Ministro per i Beni Culturali Poeta. Tale ministro, per chi non lo sapesse, si chiama Sandro Bondi, il quale oltre ad essere Ministro di successo, oltre ad essere Scrittore di successo, oltre ad essere Parlamentare di successo, oltre ad essere Berlusconiano di successo… è anche un Poeta di successo.
Mi sa che per quelli che non hanno mai apprezzato dovrò darne qualche esempio:
Ad una misteriosa commessa della Camera
Dolente fulgore
Mite regina
Misteriosa malia
Polvere di stelleA Giuliano Ferrara
Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezzaA Jovanotti
Concerto
vibrazioni dell’anima
eco del divino
dolore dell’essere
onde dell’amore
Scommetto che siete invidiosi eh? Oppure talmente stimolati da volerne ancora e ancora e ancora…
beh, per leggerne altre potete andare in questo link: http://gamberorotto.com/miscellanea/sandro-bondi-poeta/
Ma se sentite che queste ufficiali non vi soddisfano, ebbene, grazie al Bondolizer 1.0 di gamberorotto potrete finalmente avere a vostra disposizione infinite poesie Bondiane. Vi lascio con una poesia per te, o lettore di Hoshi.
Al lettore di Hoshi
Consolazione impiacentita.
Scintillante sensualità
nibelunga corazza.
Abbandono accorato.
Euforia anelata.
Nutrimento indifferente
opra marziale.
Sandro Bondi, prossimamente su Versi diversi, rubrica cult di Vanity Fair
Microsoft con l’ultima versione rilasciata del suo browser ha giocato un brutto scherzetto alla community di sviluppatori (tra cui, ahimè, ne faccio parte anch’io) costretti a lavorare su IE per lo sviluppo di applicazioni Web.
Il tag rendering di IE8 (ossia l’engine che legge i tag all’interno di una pagina HTML per il suo caricamento) è infatti mutato molto (troppo) rispetto a IE7 e quindi coloro che sviluppavano sulla precedente versione adesso, nel momento in cui il cliente decidesse di voler passare alla versione successiva, si ritrovano i componenti della pagina scombinati o cmq con delle imperfezioni grafice più o meno gravi.
Per fortuna c’è una soluzione in grado, se non di risolvere completamente i problemi, almeno di limitare i danni: si tratta di inserire tra i meta tag della pagina un riferimento a una sorta di “emulatore” del tag rendering di IE7.
L’operazione è molto semplice: nei meta tag di ogni pagina dovranno essere inseriti i seguenti valori:
http-equiv=”X-UA-Compatible” content=”IE=EmulateIE7″
In questo modo i problemi saranno (almeno parzialmente) risolti in quanto la pagina richiede di essere letta dal tag rendering del vecchio IE7.
(PS: proprio adesso sto usando IE8 per scrivere questo articolo e sto avendo tutt’ora dei problemi. Ringraziamenti sinceri a Microsoft che ci rende la vita più semplice)
UPDATE: in IE8 ci sarebbe una soluzione ancora più semplice, infatti c’è una impostazione di “Visualizzazione di Compatiblità” in cui si inserisce una lista di siti per farli caricare con l’engine di IE7 senza dover inserire il meta tag per ogni pagina.
Quali altri commenti aggiungere oltre a “è Microsoft”? Facciamo parlare questa img

Per bambini, bambine, ragazze e perché no… anche ragazzi amanti dei dress up mage e simili, segnalo una pagina del sito i-Dressup dedicata ai ”room maker“…i giochi sono tutti online e sono davvero molto carini, coloratissimi e in flash! I giochi sono intuitivi e con pochi click potrete veder realizzata la stanza dei vostri sogni. Basta clikkare sulle miniature per far aprire la pagina dedicata al gioco.
Buon divertimento!

Diverso tempo fa avevamo pubblicato un articolo su Faxator.com che permetteva, con grande facilità, l’invio gratuito di fax. Il vantaggio di questo sistema era che non bisognava installare niente nella nostra macchina: bastava iscriversi, ricevere un certificato di autenticazione e spedire fax usando direttamente la nostra casella di posta.
Questo articolo mostra un sistema un po’ più complesso ma sicuramente più stabile e performante in quanto permette l’invio instantaneo anche di una enorme mole di documenti (cosa che Faxator non può fare ed è il suo unico limite praticamente). Il sistema in questione è Faxalo
Faxalo è un programma scaricabile disponibile per Windows XP* (Vista non è ancora supportato) che in poche parole installa una stampante virtuale nel nostro sistema operativo. Stampante che appunto si occupa effettivamente dell’invio via fax. Essendo una stampante quindi, noi per inviare un file tramite fax non ci resta altro che aprire quel file, andare su “stampa” e selezionare la stampante di Faxalo che poi ci chiederà a quale numero di fax inviare il file. E’ anche possibile mandarlo a più numeri contemporaneamente.
Cosa serve per eseguire Faxalo: richiedere il codice d’accesso (gratuito) dalla home del sito di faxalo, scaricare il file di installazione e la libreria GhostScript (che si occupa di convertire i nostri file in formato .ps, formato universale riconosciuto dalle macchine fax
). Si installano con molta facilità devo dire. Alla fine dell’installazione di Faxalo, si aprirà una finestra per la configurazione: dovremo inserire la nostra mail con cui vogliamo che Faxalo ci avverta se l’invio è andato a buon fine, il codice di attivazione che ci hanno mandato via mail, il nostro server di posta in uscita** (SMTP) e i dati di accesso della nostra email (anche se alcuni server di posta non la richiedono, Gmail ad esempio la richiede). E’ tutto pronto perciò: se andate nell’elenco delle vostre stampanti troverete “Faxalo”, basterà quindi (esattamente come quando stampate normalmente) selezionarla in fase di stampa e digitare il numero che vi sarà richiesto.
La configurazione come avete potuto vedere non è semplice come in Faxator ma le prestazioni sono eccezionali. Alla prossima
*nella home di faxalo a dir la verità è indicato che alcuni utenti hanno avuto problemi con il Service Pack 3 di XP, io ho proprio XP SP3 ma problemi pare non ne abbia dati.
**se usiamo un account Gmail come riferimento, dobbiamo scaricare un ulteriore file che è questo, scompattarlo, eseguire ‘install_stunnel.bat’ e incollare “localhost:465″ nello spazio del server SMTP. Questo perchè i server di GMail hanno una particolare configurazione che viene “simulata” grazie a questo batch che eseguiamo in backgroud
Ecco un simpatico avatar maker! Si chiama Face your manga.
Senza bisogno di registrarsi al sito è possibile creare il proprio volto in stile manga.
Il processo di creazione è molto intuitivo, basta selezionare le parti anatomiche da modificare nel menù a destra e scegliere quella che più ci si addice.
Una volta terminato, l’immagine ci verrà recapitata al nostro indirizzo email (che verrà chiesto alla fine).
Ecco qui la sottoscritta
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