Archive for the ‘Programmazione’ Category

ago 06

Ieri vi abbiamo lasciati con la prima fase dell’installazione di un sistema Linux all’interno di una console Sony Playstation 3. La distribuzione che abbiamo preso in esame è Ubuntu. Cosa abbiamo fatto esattamente nella parte 1? Abbiamo installato un programmino che si occupa del cosiddetto “booting”, ovvero dell’ordine di esecuzione dei sistemi operativi installati su una macchina.

Al riavvio della console perciò, con il cd inserito e le tastiere/mouse collegate, ci dovremmo ritrovare una schermata che mostrano diverse righe. Quando vedremo un cursore lampeggiante dalle parti di “Kboot:” ci basta premere Invio sulla tastiera.

Partirà a questo punto l’installazione vera e propria del sistema. I passi importanti da seguire sono i seguenti: scegliere la lingua italiana inanzitutto e poi formattare la parte partizionata su cui verrà installato Linux. Potete scegliere la formattazione manuale sull’intero disco, STATE TRANQUILLI: la formattazione avverrà nello spazio che avete riservato a Linux, perciò i file del sistema operativo della PS3 non saranno toccati, è stato fatto tutto in modo da non correre alcun rischio ;-)

Per il resto, vi basta selezionare le impostazioni di default ma bisogna solo fare attenzione ad un bug: durante la fase di installazione del sistema, il processo si interromperà a causa di un errore legato al kernel. Quello che dovete fare è rieseguire l’installazione e, alla medesima interruzione, dovete scegliere la voce “linux-image-cell” o qualcosa del genere (l’ultima voce comunque).

Il processo proseguirà con impostazioni varie come ad esempio la configurazione di un vostro account. Per il resto, vi basta lasciare le impostazioni così come sono definite. Al processo finale ci saranno alcuni momenti in cui sembri tutto bloccato (intorno al 6%) ma così non è, attendete con pazienza la fine.

Al termine del processo, il cd sarà espulso dalla console e questa riavviata. Vedremo una schermata simile a quella vista all’inizio, premete invio e vi ritroverete alla schermata di login di ubuntu. Inserite i dati che avete configurato in fase di installazione e…..buon divertimento ;-)

PS: se volete ritornare alla PS3, bisogna riavviare e alla schermata nera con “Kboot:” anzichè premere Invio digitate “boot-game-os” e in un secondo saremo di nuovo nel menu PS3

ago 05

L’ultima nata da casa Sony dimostra ottime potenzialità e funzioni, tra queste c’è quella di poter installare un vero e proprio sistema operativo. La scelta non poteva non ricadere su quello che è il sistema open source per eccellenza ossia Linux. Diverse distribuzioni sono perfettamente funzionanti su PS3 ma noi vedremo quella più diffusa ossia Ubuntu (la versione 7.10). Per i programmatori “smanettoni” è sicuramente una buona possibilità, vediamo come metterla in pratica.

Vi servono questi accessori:

  • Una tastiera e un mouse USB da collegare alla PS3 (altrimenti non potrete utilizzare Ubuntu);
  • eventualmente una pendrive USB per salvare i dati come backup della vostra ps3 quali giochi, demo ecc. (se la ps3 è vergine oppure non ci tenete a salvare i dati, potete saltare questo punto);
  • il CD-ROM con la distribuzione;
  • una console PS3 naturalmente.

Cominciamo: per prima cosa dobbiamo scaricare la distribuzione di Ubuntu per PS3. Potete prendere la versione LIVE o la versione ALTERNATE. Tra le due non cambia quasi nulla se non nel fatto che con la LIVE potrete vedere all’opera il sistema operativo prima dell’installazione. Scaricata la ISO, scrivetela con un programma di masterizzazione (Nero Burning ROM può andare ma se avete altri programmi vanno benissimo lo stesso).

Possiamo accendere la PS3: nel caso vogliate fare il backup dei dati, attaccate li supporto di memoria USB alla console, andate nel menù “Impostazioni di sistema” e poi su “Utilità di Backup” (ci penserà la console a trasferire tutti i dati presenti).

E’ ora di formattare l’HD: sempre sotto “Impostazioni di sistema”, andate su “Utilità di formattazione” e poi “Formatta il disco fisso”, “Sì” e poi scegliere “Personalizzate” in modo che possiamo creare la partizione per ospitare Ubuntu. Benissimo, adesso potete scegliere quanto spazio dare a Ubuntu a seconda delle vostre esigenze. Fatto questo, scegliete la formattazione rapida e attendete il riavvio del sistema.

Attaccate la tastiera e il mouse e inserite il CD di Ubuntu nel lettore della PS3. Andate perciò sempre sotto “Impostazioni di sistema” scegliendo l’opzione “Installa altro sistema operativo”. La console dovrebbe leggere i dati del vostro CD e vi chiederà il permesso per avviare l’installazione. Fatelo e aspettate la fine del processo.

Siamo a un buon punto: abbiamo creato lo scheletro, nella parte 2 vedremo i passi da seguire per l’installazione e la configurazione vera e propria del sistema fino a renderlo perfettamente funzionante. Ciao!

giu 27

Ripetiamo lo stesso esercizio di ieri connettendoci alla stessa identica base dati ma adoperando stavolta il linguaggio Java e un driver JDBC per MySQL (che, nel caso non lo abbiate, dovrete scaricare qui e piazzare il file RAR dentro la directory lib/ext del JRE che avete installato nella vostra macchina. In questo modo la Virtual Machine potrà riconoscere il driver).

L’esercizio come detto effettuerà gli stessi step eseguiti con Ruby: connessione, inserimento di un record e stampa del record. Non dobbiamo fare nulla con MySQL (database e tabella sono già pronti in quanto già creati col precedente esercizio) quindi possiamo subito aprire un qualsiasi editor di testo e scrivere codice Java, create un file Hoshi.java e inserite questo codice al suo interno.

 import java.sql.*;
import java.sql.Connection;

class Hoshi {
public static void main(String[] args){
try {
Class.forName(“org.gjt.mm.mysql.Driver”).newInstance();
}
catch(Exception E){
System.err.println(“Error caricamento driver”);
}
try{
Connection conn = DriverManager.getConnection(“jdbc:mysql://localhost/hoshi”,”root”,”");
Statement stm = conn.createStatement();
stm.executeUpdate(“INSERT INTO film (id,title,director)  VALUES(’1′,’Silent Hill’,'Christophe Gans’)”);
ResultSet rs = stm.executeQuery(“SELECT * FROM film”);

while(rs.next()){

System.out.println(rs.getString(1) + ” ” + rs.getString(2) + ” ” + rs.getString(3) + “\n”);
}
rs.close();
stm.close();
conn.close();
}

catch(SQLException E){
System.out.println(“SQLException: ” + E.getMessage());
}
}
}

(continua…)

giu 26

Se avete seguito l’articolo su come configurare MySQL (oltre ai precedenti step dedicati a Ruby e al suo framework), dovreste essere pronti ad effettuare un programma di prova in grado di stabilire una connessione alla base dati.

Prima di tutto dovete avviare MySQL aprendo una finestra prompt DOS e digitare il seguente comando:

net start mysql

Una volta premuto invio e visualizzato il messaggio di conferma, possiamo accedere al DB

mysql -u root

Dobbiamo creare un database e una tabella di prova adesso, lo chiameremo hoshi e film

create database hoshi;
use hoshi;
create table film(
id VARCHAR(3),
titolo VARCHAR(40),
regista VARCHAR(20)
);

(continua…)

giu 11

Se avete seguito lo Step 1 riguardo Ruby on Rails avevamo configurato l’ambiente per poter cominciare a lavorare sfruttando SQLite come base dati in quanto Rails di default ha già tutte le librerie caricate.

Tuttavia SQLite non rappresenta la soluzione in termini di performance e flessibilità: se ne abbiamo la possibilità perchè non passare a ciò che l’open source di meglio offre? Creando un progetto con Rails possiamo decidere anche di sfruttare il potente MySQL.

Naturalmente dovrete scaricarlo e installarlo:

  • andate in questa pagina e scaricate secondo il vostro sistema operativo (io vi consiglio la versione essential che presenta lo stretto necessario).
  • eseguite il file che avete scaricato e seguite il wizard lasciando pure le impostazioni di default.
  • finita l’installazione partirà un secondo wizard: MySQL Server Config Instance Wizard. Dobbiamo creare una istanza MySQL sulla nostra macchina insomma: anche qui lasciate le impostazioni di default TRANNE che per due casi: sullo step “Please set the Windows options”, levate la spunta su “Launch the MySQL Server automatically” e mettetela invece su “Include Bin Directory in Windows PATH”.
  • Nelle impostazioni di sicurezza, potete decidere se impostare una password per l’utente ROOT oppure di lasciare in bianco (mio consiglio è di mettere cmq una password).

(continua…)

giu 08

Se avete seguito per bene lo Step 1 dovreste avere un ambiente di sviluppo sufficientemente configurato per cominciare a sviluppare applicazioni web più o meno complesse tramite Ruby on Rails. In questo articolo analizzeremo gli elementi che compongono una applicazione Rails e costruiremo il nostro primo programma: il classico “Hello World!”.

Creare una applicazione è molto semplice: aprite un prompt DOS (Start -> Esegui… -> “cmd”), spostatevi nella directory dove desiderate immagazzinare l’applicazione e digitate il seguente comando: “ruby rails hoshi“. Il comando “ruby rails” perciò permette di creare lo scheletro dell’applicazione. “hoshi”, se non lo avete capito, è il nome che abbiamo dato all’applicazione.

Se non sono apparsi messaggi di errore, dovreste vedere nella schermata del DOS una lista di cartelle. Analizziamole tutte una per una:
(continua…)

giu 05

Come accennato in precedenza, avevo in mente di esporre una serie di articoli riguardante il framework Ruby on Rails (giunto pochi giorni fa alla versione 2.1) che sta prendendo sempre più piede tra gli sviluppatori. Ruby on Rails (da adesso semplicemente Rails) è un framework scritto in Ruby per, esattamente come la controparte Java J2EE, lo sviluppo di applicazioni web più o meno complesse.

Rails si propone ai programmatori esperti presentando caratteristiche di una facilità disarmante rendendo in certi casi il programmatore persino felice. Rails si basa su due concetti: DRY ovvero Don’t Repeat Yourself (le definizioni vanno fatte una volta e basta) e COC cioè Convention Over Configuration (ogni configurazione XML va ridotta all’osso).

Ma vediamo velocemente come installare (per utenti Windows) un ambiente di sviluppo Rails basilare:
(continua…)

mag 15

Come accennato dal mio precedente articolo, sto approfondendo le mie conoscenze Java per l’ambito J2ME (tecnologia per lo sviluppo di applicazioni Java su dispositivi mobili). Ho creato il primo programma che si sviluppa quando si apprende un linguaggio o una tecnologia nuova ovvero la stampa a video della stringa “Hello World!”.

Senza fare troppe premesse e accenni sulla J2me (mi chiederebbe troppo spazio), iniziamo subito a livello pratico: abbiamo bisogno del Java Wireless Toolkit fornito dalla Sun e naturalmente ci serve anche la JVM installata. Trovate tutto nel sito di Sun MicroSystem

Se avete tutto pronto e avete installato il toolkit allora possiamo partire:

  1. Aprite il Java Wireless Toolkit e cliccate su pulsante “New Project…”, inserite il nome del vostro progetto e il percorso completo della classe MIDlet che il JAM (Java Application Manager) richiamerà ed eseguirà. Per esempio se scrivete it.jark85.HelloWorld significa che la vostra classe dovrà chiamarsi HelloWorld e dovrà stare all’interno del package “it.jark85″;
  2. Andate a questo punto nella cartella dove avete installato JWT e nella cartella “apps” dovrebbe esserci il progetto che avete appena creato. Entrate dentro e dovreste vedere la cartella “src” con al suo interno l’alberatura del package che avete specificato in fase di creazione. E’ qui che dovremo creare il file HelloWorld.java usando un editor di testo (JCreator e UltraEdit vanno benissimo).
  3. Segue la scrittura del codice:

(continua…)

mag 11

Con l’acquisto del Nintendo DS e il conseguente riavvicinamento al mondo dei dispositivi portatili, mi è rinato l’interesse per la programmazione Java su dispositivi mobili quali cellulari, GPS, palmari e così via.

La tecnologia messa in campo da Sun MicroSystem è la piattaforma J2ME (Java 2 Micro Edition) che è specifica per lo sviluppo e l’esecuzioni di applicazioni Java su apparecchi mobili (chiamate nello specifico MIDlet).

(continua…)

apr 29

Qualche articolo fa avevo risaltato l’interesse che avevo per il linguaggio di programmazione a oggetti chiamato Ruby inventato da un programmatore giapponese.

Ho potuto apprendere al momento solo le regole sintattiche basilari ma a primo impatto l’ho trovato abbastanza semplice e interessante. Ancora non ho potuto capire bene le vere potenzialità in ambito web (dovrei cominciare a dare un’occhiata al framework MVC RubyOnRails che è stato il vero trampolino di lancio per il successo di Ruby) ma ho potuto osservare una tipologia di sintassi già meno stressante rispetto a Java: TUTTO E’ OGGETTO in Ruby e qualunque cosa è a nostra disposizione.

Ammetto che questa è una spiegazione molto da neofita.

Chi già ha domestichezza (ma anche chi non ce l’ha) e mastica l’inglese può affacciarsi a questo liguaggio grazie a TryRuby! Un tutorial online che ti guida e ti spiega l’abc del linguaggio e i suoi strumenti.

Alla prossima per un articolo magari più approfondito ;)