giu 27

Ripetiamo lo stesso esercizio di ieri connettendoci alla stessa identica base dati ma adoperando stavolta il linguaggio Java e un driver JDBC per MySQL (che, nel caso non lo abbiate, dovrete scaricare qui e piazzare il file RAR dentro la directory lib/ext del JRE che avete installato nella vostra macchina. In questo modo la Virtual Machine potrà riconoscere il driver).

L’esercizio come detto effettuerà gli stessi step eseguiti con Ruby: connessione, inserimento di un record e stampa del record. Non dobbiamo fare nulla con MySQL (database e tabella sono già pronti in quanto già creati col precedente esercizio) quindi possiamo subito aprire un qualsiasi editor di testo e scrivere codice Java, create un file Hoshi.java e inserite questo codice al suo interno.

 import java.sql.*;
import java.sql.Connection;

class Hoshi {
public static void main(String[] args){
try {
Class.forName(“org.gjt.mm.mysql.Driver”).newInstance();
}
catch(Exception E){
System.err.println(“Error caricamento driver”);
}
try{
Connection conn = DriverManager.getConnection(“jdbc:mysql://localhost/hoshi”,”root”,”");
Statement stm = conn.createStatement();
stm.executeUpdate(“INSERT INTO film (id,title,director)  VALUES(’1′,’Silent Hill’,'Christophe Gans’)”);
ResultSet rs = stm.executeQuery(“SELECT * FROM film”);

while(rs.next()){

System.out.println(rs.getString(1) + ” ” + rs.getString(2) + ” ” + rs.getString(3) + “\n”);
}
rs.close();
stm.close();
conn.close();
}

catch(SQLException E){
System.out.println(“SQLException: ” + E.getMessage());
}
}
}

(continua…)

giu 26

Se avete seguito l’articolo su come configurare MySQL (oltre ai precedenti step dedicati a Ruby e al suo framework), dovreste essere pronti ad effettuare un programma di prova in grado di stabilire una connessione alla base dati.

Prima di tutto dovete avviare MySQL aprendo una finestra prompt DOS e digitare il seguente comando:

net start mysql

Una volta premuto invio e visualizzato il messaggio di conferma, possiamo accedere al DB

mysql -u root

Dobbiamo creare un database e una tabella di prova adesso, lo chiameremo hoshi e film

create database hoshi;
use hoshi;
create table film(
id VARCHAR(3),
titolo VARCHAR(40),
regista VARCHAR(20)
);

(continua…)

giu 11

Se avete seguito lo Step 1 riguardo Ruby on Rails avevamo configurato l’ambiente per poter cominciare a lavorare sfruttando SQLite come base dati in quanto Rails di default ha già tutte le librerie caricate.

Tuttavia SQLite non rappresenta la soluzione in termini di performance e flessibilità: se ne abbiamo la possibilità perchè non passare a ciò che l’open source di meglio offre? Creando un progetto con Rails possiamo decidere anche di sfruttare il potente MySQL.

Naturalmente dovrete scaricarlo e installarlo:

  • andate in questa pagina e scaricate secondo il vostro sistema operativo (io vi consiglio la versione essential che presenta lo stretto necessario).
  • eseguite il file che avete scaricato e seguite il wizard lasciando pure le impostazioni di default.
  • finita l’installazione partirà un secondo wizard: MySQL Server Config Instance Wizard. Dobbiamo creare una istanza MySQL sulla nostra macchina insomma: anche qui lasciate le impostazioni di default TRANNE che per due casi: sullo step “Please set the Windows options”, levate la spunta su “Launch the MySQL Server automatically” e mettetela invece su “Include Bin Directory in Windows PATH”.
  • Nelle impostazioni di sicurezza, potete decidere se impostare una password per l’utente ROOT oppure di lasciare in bianco (mio consiglio è di mettere cmq una password).

(continua…)

giu 08

Se avete seguito per bene lo Step 1 dovreste avere un ambiente di sviluppo sufficientemente configurato per cominciare a sviluppare applicazioni web più o meno complesse tramite Ruby on Rails. In questo articolo analizzeremo gli elementi che compongono una applicazione Rails e costruiremo il nostro primo programma: il classico “Hello World!”.

Creare una applicazione è molto semplice: aprite un prompt DOS (Start -> Esegui… -> “cmd”), spostatevi nella directory dove desiderate immagazzinare l’applicazione e digitate il seguente comando: “ruby rails hoshi“. Il comando “ruby rails” perciò permette di creare lo scheletro dell’applicazione. “hoshi”, se non lo avete capito, è il nome che abbiamo dato all’applicazione.

Se non sono apparsi messaggi di errore, dovreste vedere nella schermata del DOS una lista di cartelle. Analizziamole tutte una per una:
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giu 05

Come accennato in precedenza, avevo in mente di esporre una serie di articoli riguardante il framework Ruby on Rails (giunto pochi giorni fa alla versione 2.1) che sta prendendo sempre più piede tra gli sviluppatori. Ruby on Rails (da adesso semplicemente Rails) è un framework scritto in Ruby per, esattamente come la controparte Java J2EE, lo sviluppo di applicazioni web più o meno complesse.

Rails si propone ai programmatori esperti presentando caratteristiche di una facilità disarmante rendendo in certi casi il programmatore persino felice. Rails si basa su due concetti: DRY ovvero Don’t Repeat Yourself (le definizioni vanno fatte una volta e basta) e COC cioè Convention Over Configuration (ogni configurazione XML va ridotta all’osso).

Ma vediamo velocemente come installare (per utenti Windows) un ambiente di sviluppo Rails basilare:
(continua…)